Cronaca

Caporalato, braccianti in protesta per il salario di giugno chiedono aiuto ai carabinieri

martedì 6 agosto 2019
L'intervento ieri nel fondo di Lequile sequestrato la settimana scorsa dopo la scoperta dello sfruttamento dei braccianti per la raccolta di pomodori.

Dopo i controlli anti caporalato e l'arresto del proprietario di un fondo agricolo di Lequile, altri braccianti si sono rivolti ai carabinieri. Nella giornata di ieri in località “Monte” sono tornati i militari della Task Force provinciale per il contrasto al caporalato dei carabinieri, con i colleghi della stazione di San Pietro in Lama poiché nei terreni dell’azienda agricola oggetto dei controlli della settimana scorsa: alcuni lavoratori avevano chiamato il numero di emergenza 112 mentre inscenavano una protesta pacifica per chiedere il pagamento delle prestazioni lavorative del mese di luglio.

Sul posto vi erano circa una trentina di braccianti di origine straniera che hanno chiesto aiuto ai militari: una dozzina sono stati identificati e ascoltati.

I militari hanno rasserenato gli stessi sugli accertamenti che si stanno effettuando.

Un segnale, quello di ieri, di fiducia riposta dai lavoratori nei militari dell’Arma che in questo caso hanno riconosciuto, nel ruolo della Task Force, non solo quello di mero strumento di controllo ma anche di qualificata tutela dei lavoratori e del lavoro.

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