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Fumare è come assumere sostanze radioattive: la prevenzione inizia a scuola

lunedì 26 novembre 2018

Non fumare, nemmeno passivamente, è il primo passo per tenere alla larga neoplasie, malattie cardiovascolari, patologie della pelle e del cavo orale: a Nardò si è tenuto un incontro per informare partendo dalla scuola.

Il fumo ogni anno causa circa 80 mila morti in Italia, perché è in grado di scatenare patologie cardiovascolari, pneumologiche e neoplastiche. Fumare 20 sigarette al giorno per un anno equivale a sottoporsi a 20 RX al Torace P-A: è come assumere sostanze radioattive, secondo l’Istituto Superiore di Sanità. I costi sanitari e sociali sono enormi: la sigaretta è un micidiale fattore di rischio per la salute. Dunque, la lotta al fumo dev’essere una missione quotidiana che va ben oltre le immagini scioccanti che fanno capolino sui pacchetti di sigarette, sigari e tabacchi vari: si comincia presto, dalla scuola. Nella Sala Roma della Curia Arcivescovile di Nardò, in Piazza Pio XI, si è svolta la “2ª Giornata per la Prevenzione dal fumo di tabacco”, organizzata dal Centro Antifumo di Copertino, ASL Lecce, Distretto Socio Sanitario di Nardò (diretto dal dr. Oronzo Borgia) e Comune di Nardò, in collaborazione con il Distretto Socio Sanitario di Galatina (diretto dal dr. Cosimo Esposito).

Esperti, medici, dirigenti hanno dato vita a un confronto pubblico in grado di affrontare il problema del tabagismo a 360 gradi. 

Il “vizio di fumare” si acquisisce troppo precocemente e si consolida in una vera e propria dipendenza durante gli anni di frequenza scolastica, tra i 12 e i 18 anni. Quindi, uno dei principali problemi è prevenire l’ “iniziazione”.

Il compito delle istituzioni sanitarie e scolastiche è quello di far maturare una coscienza critica nell’adolescente, con l’apporto indispensabile delle famiglie. Davanti a una sala gremita di studenti gli esperti hanno spiegato che troppo spesso gli adulti, soprattutto in famiglia, danno dei cattivi esempi, perché fumano vicino ai loro figli senza farsi troppi problemi e senza capire che anche il fumo passivo provoca danni enormi. Per i bambini è devastante anche l’odore di fumo che impregna gli oggetti di casa. 

Durante l’incontro c’è stato il tempo per vedere in azione l’apparecchio che testa la concentrazione di monossido di carbonio nell’organismo. Oltre al CO (gas velenoso incolore e inodore che si forma con la combustione del tabacco: arriva direttamente nei polmoni attraverso il sangue e nessun filtro è in grado di trattenerlo) ci sono tutta una serie di veleni che vengono scatenati dall’accensione di una sigaretta. 

Nel fumo di tabacco si trovano più di 4800 sostanze pericolose, tra cui gas irritanti, sostanze radioattive, veleni che attaccano le cellule nervose o i polmoni e tra di esse più di 90 sono cancerogene.

Nel fumo passivo vengono inspirate le stesse sonstanze nocive, anche in concentrazione maggiori che quelle inalate e da un fumatore.

La Promozione della cultura della salute passa anche attraverso appuntamenti come questo di Nardò: l’informazione fa la differenza. 

I PRINCIPALI DANNI DEL TABAGISMO 

Per convincere i giovani a non fumare si potrebbe partire da problemi che si manifestano subito, all’esterno: i tanti guai che il fumo causa al cavo orale, pelle e denti. Scordatevi il sorriso smagliante degli anni d’oro già dopo qualche anno. La bocca, in quanto porta d’ingresso del fumo, sarà la più danneggiata: lo smalto viene profondamente colpito (anche sui denti protesizzati e restaurati e sulle otturazioni estetiche). Aumentano il tartaro, le carie e le infiammazioni gengivali. 

Il fumo di sigaretta diminuisce l’ossigeno presente nelle gengive. In un ambiente con poco ossigeno sopravvivono solo i batteri più aggressivi presenti nella placca, responsabili delle forme più gravi di parodontite, ancora definita impropriamente “piorrea”. Con questa malattia si può dire addio ai propri denti. 

I risultati sono l’aumento della mobilità dentaria, il ritiro delle gengive e la precoce perdita dei denti, che nei forti fumatori è ben 3 volte più probabile che nei non-fumatori. 

Guai seri anche per che utilizza impianti dentari perché il tabacco peggiora e rallenta la guarigione delle ferite da chirurgia orale. Il fumo oltre a influenzare negativamente la difese (immunoglobuline e cellule immunitarie) riduce la percentuale di ossigeno nel sangue e quindi la ridotta ossigenazione dei tessuti anche di quelli orali alterando i processi di guarigione. Le alveoliti post-estrattive (infezioni dell’osso dopo un estrazione dentaria) sono quattro volte più frequenti nei fumatori rispetto ai non fumatori.

Altro danno del fumo che può inficiare le relazioni interpersonali è l’alitosi. Uno sgradevole odore può tormentare i fumatori e chi è vicino a loro. 

I figli dei fumatori sviluppano carie in età precoce e se le madri fumano in gravidanza possono nascere bambini con gravi difetti congeniti. 

Un altro problema è quello delle malattie delle mucose: leucoplachia (macchie bianche su guance e lingua) e candidosi. Tra l’altro, sembra che esista, secondo alcuni ricercatori, una forte correlazione tra malattie cardio-vascolari e parodontali. I batteri gengivali producono molecole infiammatorie che partecipano alla formazione di placche aterosclerotiche, a loro volta causa di ictus e infarti. Tra i guai dei fumatori bisogna segnalare  anche tosse, bronchite cronica e l’enfisema. 

Intossicarsi con le sigarette provoca atero-sclerosi sotto forma di infarto cardiaco, ictus cerebrale, emorragia cerebrale, trombosi e invecchiamento precoce. 

?TUMORE AL CAVO ORALE

Tra i tumori più ricorrenti tra i fumatori c’è quello al cavo orale: oltre l’80 %  circa di tutti i carcinomi orali è attribuibile all’uso di tabacco. Il cancro orale include quello del labbro, della lingua, della gengiva, delle mucose della bocca, dell’oro-faringe. Ne sono interessati anche i fumatori passivi. Il tabagismo è comunque una delle concause di tutta una serie di tumori, incluso quello al pancreas. 

IL CENTRO ANTIFUMO DI COPERTINO 

È stata molto importante la testimonianza degli esperti del Centro Antifumo di Copertino, che dal 2010 svolge un’attività di prevenzione, diagnosi e cura dei tabagisti seguendo le metodologie del Management Sanitario, le Linee-Guida Antifumo dell’Istituto Superiore di Sanità e le evidenze scientifiche in materia di Tabaccologia. Ci sono dei punti di criticità, segnalati all’interno della conferenza odierna, come le scarse risorse, ma il centro è riuscito a costruire una rete di collaborazioni anche istituzionali in grado di farlo funzionare molto bene. Sono stati siglati i “Patti di alleanza” con medici di base, ospedali e tutti i soggetti interessati alla lotta contro il fumo. «La mission del Centro di Copertino – spiega il responsabile del Centro Antifumo, lo psicologo e psicoterapeuta Francesco Tarantino - è la lotta al tabagismo in quanto è “la prima causa di morte evitabile nel mondo”. Sin da quando è stato istituito, vi lavora un’équipe multidisciplinare composta da educatore laureato, psicologo psicoterapeuta, pneumologo, con il supporto di personale infermieristico e di segreteria».

Un team molto motivato che, sotto la guida di Tarantino (esperto nella smoking cessation e autore di indicatori di efficacia nel contrasto del fumo e specifici metodi per smettere di fumare diffusi su riviste scientifiche, libri e attraverso l’attività di docenza universitaria), in sette anni ha prodotto circa 10mila tra interventi medici, psicologici, psicoterapeutici, ipnotici, educativi, di gruppo, prevenzione, formazione e sensibilizzazione. Il Centro di Copertino, l’unico in tutta la ASL Lecce, in questi anni ha preso in carico 801 pazienti, di cui 559 maschi e 242 femmine, con una prevalenza di tabagisti nelle fasce di età 18-25 (30%) e 40-60 anni (45%). Un impegno a tutto campo, fatto di campagne di sensibilizzazione, iniziative di prevenzione, indagini e risultati concreti. Il 25% dei pazienti trattati, infatti, ha smesso di fumare, mentre il 24 % ha ridotto di due terzi il numero delle sigarette fumate e il 33 % lo ha diminuito di un terzo. Cifre che confermano la possibilità di centrare gli obiettivi: smettere di fumare, ma anche limitare fortemente il consumo di “bionde” e contrastare il fumo passivo. Fondamentale, in tal senso, risulta l’alleanza per la lotta al fumo, che deve interessare tanto il popolo dei non fumatori quanto quello dei tabagisti, specialmente se seriamente intenzionati - e aiutati da strutture specializzate come il Centro Antifumo - a smettere di fumare.

Gaetano Gorgoni




 

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