Galatina

Progetto Geneo, tumori in aumento nel Salento: contaminate le aree verdi di 32 comuni

venerdì 23 marzo 2018
I dati presentati questa mattina presso Palazzo Adorno dalla Lilt di Lecce. Lo studio è stato realizzato in partenariato con l’Università del Salento, la Provincia di Lecce e la ASL di Lecce.

Anche le aree verdi dei comuni presi a campione per verificare la contaminazione dei terreni risultano inquinati. È quanto emerge dai dati del Progetto Geneo, presentato questa mattina a Lecce, a Palazzo Adorno, dalla Lilt di Lecce.

I dati di mortalità oncologica dell’Istat registrano da tempo un netto incremento in Puglia e più ancora nella provincia di Lecce. Mentre sembra essersi finalmente invertito il trend della mortalità per tumore del polmone maschile e per tumore della vescica, cresce anche da noi in maniera drammatica la mortalità per cancro in generale e, in particolare, per quello al seno, specialmente nelle giovani donne.

Di fatto, sembra ormai essersi esaurita quella differenza virtuosa a nostro favore nei confronti del Nord del Paese.

Al fine di ricercare le cause ambientali verosimilmente responsabili di una così grave situazione epidemiologica, e poterle poi rimuovere per ridurre l’incidenza, la Lilt di Lecce ha promosso il progetto di ricerca Geneo (Sistemi di valutazione delle correlazioni tra Genotossicità dei suoli e Neoplasie in aree a rischio per la salute umana), in partenariato con l’Università del Salento, la Provincia di Lecce e la ASL di Lecce.

Il progetto GENEO inaugura la linea di Ricerca in Oncologia Ambientale del nascente Centro Ilma LILT, l’Istituto Scientifico in via di ultimazione a Gallipoli.

Dall’analisi di campioni di terra prelevati dai suoli di 32 Comuni del Salento, raccolti in 9 aree ad alto, intermedio e basso rischio oncologico, sono stati rilevati dati concernenti le caratteristiche pedologiche di base, la radioattività e poi i metalli pesanti, gli IPA, le diossine, i furani, i PCB, i pesticidi e le caratteristiche di biotossicità e genotossicità (metallotionine, acetilcolinesterasi, test dei micronuclei, ecc.). 

Le 9 aree selezionate per le indagini dei suoli

(totale: 32 Comuni)

RISCHIO EPIDEMIOLOGICO ALTO

 

1  ZOLLINO, CAPRARICA DI LECCE, CALIMERA, MARTIGNANO,

CASTRI’ DI LECCE
2  SANNICOLA, TUGLIE
SOGLIANO CAVOUR, CUTROFIANO, MELPIGNANO, MAGLIE, GALATINA
4  GIUGGIANELLO, MINERVINO DI LECCE, SANARICA, NOCIGLIA, BOTRUGNO
5  DISO, SANTA CESAREA TERME, ORTELLE
6  MORCIANO DI LEUCA, PATU’, SALVE, CASTRIGNANO DEL CAPO, GAGLIANO DEL CAPO

RISCHIO EPIDEMIOLOGICO INTERMEDIO

7  NOVOLI, CAMPI SALENTINA, SQUINZANO

RISCHIO EPIDEMIOLOGICO BASSO

 8  PORTO CESAREO, LEVERANO
9  MIGGIANO, MONTESANO SALENTINO

 

Nelle 9 aree selezionate sulla base del rischio oncologico (alto, intermedio e basso rischio) la valutazione della biodisponibilità nel suolo dei diversi contaminanti non ha rivelato una correlazione diretta e significativa tra situazione epidemiologica e contaminazione del suolo.

Diversamente dalle attese, invece, si è riscontrato in quasi tutte le 9 Aree, ed a prescindere dallo stato epidemiologico di ognuna di queste, una significativa presenza di alcuni contaminanti, quali l’Arsenico, il Berillio e, in misura minore, il Vanadio.

La presenza e la concentrazione di questi metalli pesanti rivelano uno stato di contaminazione del suolo assolutamente non compatibile e non atteso per aree verdi.

Per quanto riguarda l’Arsenico e le sue possibili sorgenti, è importante ricordare che la ricerca di pesticidi in tutte le 9 aree verdi è risultata negativa.

L’analisi delle diverse diossine, furani e PCB, pur rivelando valori ampiamente nei limiti di legge, sembrano svelare possibili sorgenti di contaminazione, meritevoli di approfondimento.

Infine, i test di biotossicità, ed in particolare quelli di genotossicità dei suoli, hanno rivelato in alcune aree (vedi, ad esempio, i test dei micronuclei in Cutrofiano, Giuggianello e Botrugno) una possibile correlazione tra inquinamento ambientale e situazione epidemiologica della popolazione.

Il responsabile scientifico del progetto Geneo è il professor Giuseppe Serravezza:

“Volendo ricercare una possibile correlazione tra la situazione epidemiologica di un territorio con lo stato di inquinamento delle matrici ambientali, riteniamo fondamentale considerare i lunghi tempi di tutti i processi di cancerogenesi (a volte, molti decenni). In altre parole, il dato epidemiologico che oggi riscontriamo è conseguenza di una o più cause di tumore che hanno agito molti anni prima. Ne consegue, altrettanto, che un grave stato di inquinamento del suolo riscontrato oggi produrrà i suoi effetti epidemiologici tra alcuni anni.

È evidente pertanto che le criticità epidemiologiche emerse in provincia di Lecce negli anni 2000-2010 (tumore del polmone maschile e tumore della vescica nel Centro-Sud del Salento) sono stati effetto di processi di cancerogenesi iniziati negli anni ’70 –’80. Processi che verosimilmente stanno attenuandosi o esaurendosi, alla luce dell’attuale apparente inversione di tendenza della curva di mortalità per quegli stessi tumori.

Indubbiamente, situazioni storico-sociali ed ambientali operanti alla fine del secolo scorso si sono modificate, producendo l’attuale modulazione epidemiologica. Che, purtroppo, vede il Salento perdere l’antico gap virtuoso che ci aveva contraddistinto rispetto al Nord, mentre raggiunge l’omologazione alla media nazionale.

La gravità della situazione epidemiologica attuale è sicuramente la conseguenza delle modificazioni subite dall’ambiente salentino negli ultimi 10- 20 - 40 anni. Lo studio GENEO ha rivelato l’attuale preoccupante stato di contaminazione del suolo anche in aree verdi in molte parti del Salento: ciò fa temere un ulteriore peggioramento della situazione epidemiologica nel prossimo futuro”.

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